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IL DEMOTICO E LE NUOVE MAGIE

Federica Devincenzi

15 maggio 2026 ore 20,30-22,30

Papiri in scrittura demotica che testimoniano l’incontro tra tradizioni egizie, greche e orientali.

Nel crepuscolo delle dinastie faraoniche, la parola non tace: muta forma.
Nei papiri magici demotici, la lingua egizia diventa fluida, operante, e la scrittura si fa gesto rituale. Il segno non rappresenta più: agisce. Questo seminario esplora il momento in cui la scrittura sacra si trasforma in atto teurgico, quando il sapere dei templi si apre a nuovi orizzonti spirituali e linguistici. Il demotico si fa lingua del potere sottile: non più solo codice liturgico, ma veicolo della presenza divina, luogo in cui la parola è energia, l’inchiostro un talismano, il nome una forma di manifestazione. Attraverso la lettura di papiri e formule, si incontrerà una visione in cui il linguaggio diventa materia vivente, capace di unire conoscenza e azione, memoria e rivelazione.

  • Dal linguaggio templare al verbo operativo: Dal geroglifico al demotico: metamorfosi di un linguaggio che conserva il soffio della creazione. La parola non più contemplata ma pronunciata per agire — la scrittura come magia del respiro.
  • I papiri e le pratiche: Analisi dei principali papiri magici (P. London-Leiden, P. Louvre E 3229, P. Vienna D 12002): formule per la protezione, la guarigione, la visione. Parole, sigilli e amuleti come elementi di un sapere che unisce la teologia alla pratica spirituale.
  • Simbolismo linguistico e teurgia del segno: La parola come corpo del dio. Le formule identitarie (“Io sono Isis”, “Io sono colui che è”) come strumenti di riconnessione con il principio originario. Ogni segno, ogni suono è un atto di nascita.
  • Riflessione ermetica: Dalle sale dei templi alle scuole di Alessandria, la sapienza egizia si rinnova senza dissolversi. Le figure divine mutano nome, ma la loro sostanza resta: forze della mente e del cielo che si riflettono l’una nell’altra. La lingua diventa via interiore: chi la pronuncia, partecipa.
 1 incontro di 2 h (tot. 2 h)
€ 30,00

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IL RITUALE DELL'APERTURA DELLA BOCCA

Federica Devincenzi

30 ottobre e 6 novembre 2026 ore 20,30-22,30

La riattivazione dei sensi del defunto o della statua sacra: testo, gesti e strumenti di un rito che lega magia, teologia e pratica funeraria. 

Un’analisi comparata delle fonti (dai Testi delle Piramidi ai papiri del Nuovo Regno) e delle interpretazioni moderne, con attenzione alle implicazioni simboliche e filologiche.  Nel cuore della teologia egizia, il Rituale dell’Apertura della Bocca segna l’istante in cui la materia si rianima sotto l’effetto del verbo. Un gesto rituale restituisce al corpo la parola, la vista, il respiro: è il momento in cui la creazione si rinnova.
Dietro la sua apparente semplicità, questo rito custodisce una complessa architettura teologica e simbolica, dove l’atto liturgico diventa specchio della cosmogonia. In esso si fondono i principi della teologia menfita, la potenza creatrice della parola di Ptah e la visione ermetica del mondo come corpo animato da un Logos.
Il seminario propone una lettura che unisce la dimensione filologica alla riflessione simbolica, mostrando come i sacerdoti egizi, attraverso parola, gesto e immagine, operassero una riattivazione del principio vitale — una teurgia ante litteram che prefigura i temi dell’ermetismo e della filosofia alessandrina. Particolare attenzione sarà riservata alla Tomba di Rekhmira (TT 100), straordinario documento figurativo del rito: sulle sue pareti si susseguono le fasi dell’Apertura della Bocca, i gesti, gli strumenti, le formule. Lo studio del ciclo di Rekhmira, insieme ai Testi delle Piramidi e alle iscrizioni templari di Dendera e Abido, permetterà di comprendere il rito come dramma cosmico della parola che dà vita alla forma, cardine di tutta la teologia egizia.

  • Fonti e contesto teologico e simbolico: Dai Testi delle Piramidi ai papiri del Nuovo Regno, il rito come eco della creazione primordiale. Analisi dei riferimenti ermetici impliciti: la potenza demiurgica del verbo, la corrispondenza fra macrocosmo e microcosmo, la parola come principio di forma.
  • Struttura cerimoniale, gesti e strumenti: Il peseshkef, le dita d’oro, il natron e le asce sacre come traduzione materiale di un’idea cosmologica. Analisi della sequenza rituale nella Tomba di Rekhmira (TT 100): officianti, progressione gestuale, formule e ritmo sacro.
  • Simbolismo e funzioni teologiche: L’atto dell’“aprire” come passaggio dalla potenzialità alla presenza. Il rito come rinascita del ka e reintegrazione dell’identità divina del defunto.
  • Dal funerario al templare: la statua come corpo del dio e spazio della sua manifestazione.
  • Iconografia e semiotica del gesto: Le raffigurazioni di Abido, Dendera ed Edfu come linguaggio visivo della creazione. Il gesto rituale come segno attivo: l’immagine non illustra, ma partecipa all’atto sacro.
2 incontri di 2 h (tot. 4 h)
€ 60,00

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MUSICA E LAMENTAZIONI NEI RITI FUNERARI EGIZI

Federica Devincenzi

 

23 settembre 2026 ore 20,30-22,30

 

Strumenti, cori e voci rituali come medium tra vivi e defunti, con particolare ruolo delle donne nelle lamentazioni sacre. Approfondimento delle fonti iconografiche, testuali e organologiche per restituire il paesaggio sonoro dell’Egitto antico. Nell’antico Egitto, il suono non è semplice ornamento, ma veicolo di vita. Ogni nota, ogni formula intonata, è un frammento del respiro primordiale che ancora vibra nel cosmo. Il canto rituale non accompagna la morte — la trasforma in ritorno, riattivando nel defunto il principio vitale (ka) e riallineando il mondo all’ordine di Maat. Il seminario indaga la teologia del suono e la sacra funzione della voce, dove parola, ritmo e respiro si fondono in una liturgia cosmica. Le lamentatrici divine di Iside e Nefti incarnano il potere rigenerante del dolore: le loro voci non piangono, ma ricreano. Nel pianto rituale, l’assenza si muta in presenza, e la vibrazione sonora diventa ponte fra i mondi. Tra il tintinnio del sistro di Hathor, il fremito del menat e le corde dell’arpa che risvegliano l’anima, l’Egitto antico ci consegna una visione esoterica della musica: linguaggio segreto della soglia, capace di risvegliare il cuore del dio e richiamare la coscienza addormentata. Questo incontro si propone come un viaggio fra testi, suoni e simboli, per comprendere la musica non come arte, ma come atto di potere sacro.

  • Il suono come linguaggio del divino: Dal respiro creatore di Ptah alla parola che modella il mondo: il suono come principio magico e ordinatore, prima forma della materia e ultimo legame fra visibile e invisibile.
  • Figure femminili e potere vocale: Le voci di Iside e Nefti come forze liminari. Nel loro lamento, l’eco della creazione: “Io chiamo il tuo nome perché tu viva di nuovo.” Il femminile come principio del risveglio.
  • Strumenti e ritmo sacro: Sistro, menat, arpe e tamburi come talismani sonori. Il battito ritmico che richiama il cuore di Ra, la vibrazione che accompagna il ritorno del ka.
  • Continuità e misteri della soglia: Dai cori di Hathor ai canti isiaci e copti, il suono come rito di passaggio e conoscenza: la musica come eredità iniziatica dell’Antico Egitto, ponte fra teologia e alchimia dell’anima.

1 incontro di 2h (tot. 2 h)

€ 30,00

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RADICI SCIAMANICHE D’ORIENTE

Morena Poltronieri

 

21 maggio 2026 ore 20,00-23,00

 

Riti Guarigione Amuleti e Spiritualità ancestrale 

  • I Custodi del Sacro: lo sciamanesimo come ponte tra i mondi.
  • Pratiche e rituali.
  • Il sacrificio chöd nella tradizione Bön (Tibet).
  • Jhākri: il volo sciamanico.
  • Sciamanesimo coreano.
  • Amuleti e rituali Shintō dall’antico Giappone.

 

 1 incontro di 3 ore con intervallo centrale (tot. 3 ore)

 

€ 40,00

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SEGNATURE L ’UTILIZZO TRA PASSATO E PRESENTE

Germana Tartari

 

13, 20 e 27 aprile 2026 ore 20,30-22,00

 

Questo corso non è un viaggio nel folklore, ma un'esplorazione dell'essenza originale di un'arte antica. Parleremo di come la figura della dea, poi sciamana, e infine strega, sia stata ridotta a un essere asociale, nonostante fosse la sovrana della natura e depositaria di virtù taumaturgiche. Ci concentreremo sulla linea matrilineare, su quelle donne la cui centralità sociale è stata perduta in un mondo sempre più maschile e artificiale. Riscopriremo i gesti ancestrali e le ricette naturali che univano indissolubilmente tutti i mondi—minerale, vegetale, animale—sotto la legge di Madre Natura.

  • Consigli sui materiali e sull’esecuzione dei riti    
  • Piccole delucidazioni sull’utilizzo delle formule     
  • Le Segnature

 

3 Incontri di 1h 30m (tot. 4,30h)

 

€ 70,00

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TRACCIARE L'ANTICO: VIAGGIO NELL'ALFABETO CELTICO - OGHAM

Ernesto Fazioli
24 novembre e 1, 15 dicembre 2026 ore 20,30-22,30

 

L'Ogham, l'antico e misterioso alfabeto dei Celti, ogni simbolo Ogham non è solo una lettera, ma rappresenta un albero sacro (Betulla, Quercia, Tasso, ecc.), incarnandone le energie, le virtù e i cicli naturali.

  • L'origine dell'Ogham e la sua struttura unica.
  • Il profondo legame tra l'alfabeto, la spiritualità della natura e la mitologia celtica. 
  • L'Ogham come sistema Ddi divinazione e crescita personale, per ritrovare la saggezza interiore.

 

3 incontri di 2h (tot. 6 ore)

 

€ 90,00 

Seminari in presenza - Alchimia

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Un Viaggio nell'Alchimia Interiore: Dalla Materia allo Spirito

Seminario esperienziale di una giornata presso la sede del Museo 

Internazionale dei Tarocchi 

Morena Poltronieri 

13 giugno 2026

Fase 1: Nigredo -

L'Ombra e la Purificazione ore 10:00 - 11:30.

Questa prima parte è dedicata al riconoscimento e all'accettazione delle nostre "ombre". Si tratta di un processo di purificazione e dissoluzione. Meditazione guidata. Pratica di scrittura e disegno.

Rituale del Fuoco interiore: il forno dell’alchimista.


Fase 2: Albedo -

La Purificazione e l'Illuminazione ore 11:30 - 13:00

Dopo la fase di purificazione, si passa alla ricerca della chiarezza e della luce. 

Silent Walk

nella natura. Esercizi di consapevolezza.


Fase 3:

Citrinitas -

L'Intuizione e la Saggezza ore 14:30 -16:00.

La

Citrinitas

è la fase in cui il giallo dell'oro comincia a manifestarsi, simboleggiando la nascita della saggezza e della conoscenza interiore.

Visualizzazione creativa. Cerchio di condivisione.


Fase 4: Rubedo - La Realizzazione e la Riconnessione ore 16:00- 18:00.

L'ultima fase simboleggia la realizzazione del Sé e l'integrazione completa. Elaborazione di uno schema alchemico personale. Creazione di un “Elisir” simbolico.

€ 95,00

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Vincere natura secondo natura

Incontro in presenza all'orto Botanico di Bologna - Via Irnerio 42 - Bologna 

 


27 giugno 2026  ore 10,00-12,30

 

Nel XVI secolo, l'arrivo di piante esotiche in Europa accese un profondo interesse scientifico e spirituale per la natura. Si iniziò a vedere le erbe non solo come rimedi, ma come strumenti di un complesso processo interiore.

 

Questo seminario esplorerà come l'Alchimia si sia appropriata del regno vegetale.

  • Visita all'Orto Botanico.
  • Ulisse Aldrovandi, un cripto-paracelsiano, autore del primo Orto a Bologna.
  • Alcune piante dell'Orto e il loro simbolismo nascosto.
  • Le piante e le segnature alchemiche.

 

€ 45,00

Accademia Studi Ermetici© fa parte di Mutus Liber Associazione culturale senza fine di lucro

Via Arturo Palmieri, 5 Riola

40038 Vergato (Bologna) Italia

Tel. 3349975005

REA BO-554574

Codice Fiscale 91368630371 - Partita I.V.A. 03386331205 Pec: mutusliber@pec.mutusliber.it 

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